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KPI key performance indicator with idea lamp target

“KPI: I Numeri che Contano (e Che Raccontano!) – La Bussola per Decisioni Vincenti”

I dati sono fondamentali per le decisioni strategiche di una società per una serie di motivi chiave. Ecco alcuni aspetti cruciali che evidenziano l’importanza dei dati:

1. Decisioni Basate su Evidenze

  • Oggettività: I dati forniscono una base oggettiva per prendere decisioni, riducendo l’influenza di bias personali e intuizioni soggettive.
  • Conferma delle Ipotesi: Utilizzando i dati, le aziende possono confermare o confutare ipotesi strategiche, assicurandosi di agire su informazioni verificate.

2. Identificazione di Trend e Opportunità

  • Analisi delle Tendenze: I dati consentono alle aziende di individuare trend emergenti nel mercato, nei comportamenti dei consumatori e nelle operazioni interne, permettendo di anticipare i cambiamenti.
  • Scoperta di Opportunità: Attraverso l’analisi dei dati, è possibile identificare nuove opportunità di mercato, miglioramenti operativi e innovazioni.

3. Gestione del Rischio

  • Previsione dei Rischi: I dati storici possono essere utilizzati per prevedere potenziali rischi e crisi, permettendo all’azienda di prepararsi in anticipo.
  • Mitigazione del Rischio: I dati aiutano a monitorare i rischi in tempo reale, consentendo azioni correttive rapide per minimizzare gli impatti negativi.

4. Ottimizzazione delle Risorse

  • Efficienza Operativa: I dati permettono di analizzare e ottimizzare l’uso delle risorse aziendali, come il tempo, il denaro e il personale, aumentando l’efficienza e riducendo gli sprechi.
  • Allocazione delle Risorse: Consentono una migliore allocazione delle risorse, assicurando che siano impiegate dove possono generare il massimo valore.

5. Personalizzazione e Miglioramento dell’Esperienza del Cliente

  • Conoscenza del Cliente: I dati permettono di comprendere meglio le esigenze e le preferenze dei clienti, consentendo la personalizzazione di prodotti e servizi.
  • Fidelizzazione del Cliente: Migliorando l’esperienza del cliente attraverso l’uso dei dati, le aziende possono aumentare la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti.

6. Monitoraggio delle Performance

  • Misurazione dei KPI: I dati sono essenziali per monitorare i Key Performance Indicators (KPI), che sono fondamentali per valutare l’efficacia delle strategie implementate.
  • Correzione delle Strategie: Consentono di analizzare le performance in tempo reale, permettendo di apportare modifiche alle strategie in base ai risultati ottenuti.

7. Innovazione e Sviluppo di Nuovi Prodotti

  • Feedback Continuo: I dati forniscono feedback continuo su come i prodotti e i servizi sono percepiti sul mercato, guidando l’innovazione e lo sviluppo di nuove offerte.
  • Sperimentazione: Le aziende possono utilizzare i dati per sperimentare nuove idee in modo controllato, valutando l’efficacia di diverse strategie prima di implementarle su larga scala.

8. Concorrenza e Posizionamento di Mercato

  • Analisi Competitiva: I dati aiutano a monitorare la concorrenza, comprendere le loro strategie e identificare le aree in cui l’azienda può ottenere un vantaggio competitivo.
  • Posizionamento Strategico: Consentono all’azienda di adattare la propria strategia di posizionamento per rispondere in modo efficace alle dinamiche di mercato.

9. Supporto alla Crescita Sostenibile

  • Previsione della Crescita: I dati aiutano a prevedere la crescita futura dell’azienda, pianificando in modo più accurato investimenti e strategie a lungo termine.
  • Sostenibilità: Permettono di monitorare l’impatto delle operazioni aziendali sull’ambiente e sulla società, supportando una crescita sostenibile e responsabile.

10. Compliance e Regolamentazione

  • Conformità Normativa: I dati sono essenziali per garantire che l’azienda rispetti tutte le normative e i requisiti legali, riducendo il rischio di sanzioni.
  • Tracciabilità: La gestione accurata dei dati consente di tracciare tutte le operazioni e transazioni, facilitando la conformità e le audit.

In sintesi, i dati sono il cuore pulsante delle decisioni strategiche di una società. Forniscono le informazioni necessarie per prendere decisioni informate, anticipare i cambiamenti, ottimizzare le risorse e guidare l’azienda verso il successo a lungo termine.

L’importazione di Key Performance Indicators (KPI) in un sistema o in un dashboard richiede un approccio metodico per garantire che i dati siano accurati e utili per le decisioni aziendali. Ecco alcuni consigli pratici su come gestire l’importazione dei KPI:

1. Definisci chiaramente i KPI

  • Identifica gli obiettivi aziendali: Prima di importare i KPI, assicurati che siano strettamente legati agli obiettivi strategici dell’azienda.
  • Specificità: I KPI devono essere specifici, misurabili, e rilevanti. Definisci esattamente cosa misurerai e come.

2. Verifica la qualità dei dati

  • Pulizia dei dati: Assicurati che i dati siano privi di errori, duplicazioni o valori mancanti.
  • Fonti affidabili: Importa i dati solo da fonti di fiducia e assicurati che siano aggiornati.

3. Mappatura dei dati

  • Compatibilità: Verifica che i formati dei dati siano compatibili con il sistema di destinazione. Potrebbe essere necessario convertire i dati in un formato leggibile.
  • Allineamento: Mappa correttamente le metriche e le dimensioni ai KPI previsti nel sistema di destinazione.

4. Utilizza strumenti di ETL (Extract, Transform, Load)

  • Automazione: Usa strumenti di ETL per automatizzare il processo di importazione, riducendo al minimo il rischio di errore umano.
  • Trasformazione dei dati: Se necessario, trasforma i dati durante l’importazione per garantire coerenza e formattazione corretta.

5. Test e validazione

  • Prova su un subset: Importa inizialmente un piccolo campione di dati per verificare che tutto funzioni come previsto.
  • Controlli di qualità: Confronta i dati importati con i dati originali per assicurarti che non ci siano discrepanze.

6. Documentazione

  • Traccia delle modifiche: Documenta il processo di importazione, compresi i passaggi seguiti e gli strumenti utilizzati.
  • Crea un manuale operativo: Se l’importazione è ricorrente, crea un manuale operativo per standardizzare il processo.

7. Monitoraggio continuo

  • Revisione periodica: Rivedi regolarmente i KPI per assicurarti che continuino a riflettere correttamente la performance aziendale.
  • Alert e notifiche: Configura alert automatici per essere avvisato in caso di anomalie o variazioni significative nei KPI.

8. Integrazione con altri sistemi

  • API e connessioni dirette: Considera l’integrazione diretta tramite API per sincronizzare i dati in tempo reale tra sistemi diversi.
  • Sicurezza dei dati: Assicurati che i dati siano protetti durante l’importazione, soprattutto se coinvolgono informazioni sensibili.

9. Formazione

  • Addestra il team: Assicura che il team responsabile dell’importazione dei KPI sia ben formato sull’uso degli strumenti e delle tecniche di importazione.

10. Aggiornamento regolare

  • Aggiornamenti periodici: Pianifica aggiornamenti regolari dei KPI per riflettere i cambiamenti nelle priorità aziendali o nelle condizioni di mercato.

Seguendo questi passaggi, sarai in grado di importare i KPI in modo efficiente e con la massima precisione, contribuendo a un monitoraggio efficace della performance aziendale.

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Miglioramenti della Sicurezza sul Lavoro: Vantaggi dell’Implementazione della Norma ISO 45001 in Italia

La ISO 45001 promuove un approccio proattivo alla sicurezza occupazionale. Attraverso la definizione di politiche e obiettivi chiari, le aziende possono identificare e mitigare i rischi potenziali, riducendo al minimo gli incidenti sul luogo di lavoro.

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“Qual è il social più adatto a me?”

Scopriamolo con la gestione del rischio

Viviamo l’epoca dei social, completamente circondati da social da essere diventati quasi asociali, evitiamo però gli off-topic e cerchiamo invece di capire come marketing qualità siano più vicine di quanto pensi. Potresti anche trovare una diversa chiave di lettura a queste tanto amate strategie omnichannel.

Che cos’è il rischio?

“Si stava parlando di strategie omnichannel, di social e di marketing”, potreste aver pensato che c’entra adesso il rischio?

Il rischio c’entra eccome e vediamo insieme perché, inizierei prima di tutto con il definire il rischio, ovvero la probabilità che si possa verificare un evento, anche POSITIVO!

Sebbene nel corso degli anni rischio abbia assunto un’accezione negativa, altro non è che il verificarsi di un evento.

E il rischio non è quasi mai azzerabile!

Ogni imprenditore sa che qualsiasi decisione e investimento ha di per sé un rischio, che non è mai azzerabile, mai trascurabile ma spesso accettabile a fronte di un’opportunità.

Facciamo un esempio:

So che per andare a lavoro ho 2 percorsi possibili:

  1. Il primo più corto e in città, eviterei i pedaggi, quindi risparmierei (opportunità) ma potrei incontrare il traffico e fare tardi (rischio) e la strada potrebbe essere dissestata, rischiando di forare (rischio)
  2. Il secondo più lungo e in autostrada, pagherei pedaggi (rischio) ma il percorso è più scorrevole ed arriverei prima, così avrei il tempo per una call o un caffè in compagnia (opportunità)

Premesso che restare a casa è impossibile, sarei propenso quindi a scegliere il secondo percorso accettando il rischio (in questo caso il costo dei caselli, anche se trascurabile) a fronte di un’opportunità che è quella di arrivare in anticipo e avere anche il tempo di un buon caffè. Si tratta chiaramente di una semplificazione, quante volte ci siamo bloccati in autostrada per incidenti (altro evento possibile ma con probabilità di accadimento più bassa rispetto al traffico della città), l’esempio serve esclusivamente a far passare un messaggio, ovvero:

La pianificazione deve necessariamente passare per un’analisi e valutazione dei rischi

E per quanto possano sembrare espressioni grottesche, in realtà sono già eseguite da chiunque in qualsiasi momento della propria vita.

E anche in ambito marketing non ci si può esimere da questa valutazione, qualunque sia il budget predisposto per le attività, che siano 1000, 10 mila o anche 100 mila euro, sarebbe una buona abitudine quella di eseguire una valutazione del rischio, prima di procedere con l’investimento.

E una delle cose che mi piace del mio lavoro è proprio questa:

Far collimare argomenti che sembrano così distanti tra loro come marketing e qualità.

Come dicevamo infatti, in una strategia aziendale non può mancare la valutazione e gestione del rischio, che dovrebbe essere alla base di qualsiasi strategia, compresa quella di marketing.

Quante volte avete sentito o vi è capitato purtroppo in prima persona di aver perso molti soldi per investimenti sbagliati?

“le campagne ADS non convertono”, “ho buttato soldi senza riscontri..” ecc ecc

Prima di partire sarebbe stato meglio eseguire una buona valutazione del rischio.

Se in passato hai gettato al vento il tuo budget pubblicitario forse avresti dovuto eseguire una valutazione del rischio e porti delle domande:

“queste persone sono qualificate per questa mansione?”, “cosa succede se risparmio sulle persone che mi devono gestire le campagne e queste (le ads) non convertono come dovrebbero?”, “cosa succede se non seguo i consigli di chi mi sta seguendo le campagne?”

Tornando alla domanda: “quale pensi sia il social più adatto a me?”.

La risposta potrebbe essere qual è il rischio nel non essere presenti? oppure, qual è il tuo rischio nel perdere un account?

Oggi il furto di account social è una pratica decisamente comune, stando ad alcune statistiche del CRIF del 2020 è salito al 31,8% la percentuale di utenti che hanno subito un furto del proprio account social, la percentuale è nettamente più alta se consideriamo e-commerce e piattaforme di intrattenimento.

Questo significa che oggi la strategia omnichannel non è un’opzione tra le diverse strategie di marketing possibile, ma una scelta obbligata nell’ottica di una riduzione al minimo del rischio di perdere il proprio account, e con esso tutti i contenuti creati, il bacino di utenti che seguono la pagina, la possibilità di fare campagne online, senza considerare il rischio del furto di denaro se all’account è associato un conto personale.

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