“Il mio certificato è con ACCREDIA vale più del tuo!” … ma sarà vero?

Negli ultimi anni mi sono ritrovato spesso ad educare le persone sugli accreditamenti dei certificati ISO, cosa significano, cosa sono e come sceglierli.

E mi sono reso conto che c’è tantissima disinformazione e talvolta anche tra gli stessi addetti ai lavori … quindi come potrebbero saperlo i clienti? spesso costretti per dinamiche commerciali a certificarsi con un Ente piuttosto di un altro e con un accreditamento piuttosto di un altro.

Come fargliene una colpa?

Tutta colpa degli addetti ai lavori che non sanno rispondere in modo puntuale alle richieste, e non sanno indirizzarli verso la soluzione migliore.. per il cliente e non per loro!

Accendiamo questa luce e facciamo finalmente un pò di chiarezza sull’argomento.

Nel corso degli anni il numero di certificazioni è cresciuto a dismisura, lo scenario che a volte si presenta sembra quello di un negozio di figurine in cui si mostrano le certificazioni e si fa il classico “ce l’ho mi manca”.

A: “Ho la 9001 e la 45001”

B: “anche io e in più ho anche la 14001 .. sai com’è .. l’ambiente è importante”

Oggi sembra una gara a chi ne ha di più e non una vera presa di coscienza .. ma non andiamo troppo fuori traccia.

Parleremo di MLA

Che non è una brutta parola ma semplicemente l’acronimo si Multilateral Recognition Agreements, ovvero ACCORDI PER IL MUTUO RICONOSCIMENTO

Nel mondo delle certificazioni, gli accordi MLA (Multilateral Recognition Agreements) giocano un ruolo cruciale nel garantire il riconoscimento internazionale dei certificati.

Ma cosa sono esattamente e perché sono così importanti?

Gli accordi MLA sono patti multilaterali sottoscritti tra organismi di accreditamento di diversi Paesi. L’obiettivo è creare un sistema di mutuo riconoscimento delle certificazioni, garantendo che un certificato rilasciato in un Paese sia riconosciuto come EQUIVALENTE in un altro.

In Italia, l’ente di accreditamento è Accredia, mentre a livello internazionale esistono enti come UKAS (Regno Unito), DAkkS (Germania), ANAB (USA), e molti altri. Tutti questi enti, se firmatari degli accordi MLA, si impegnano a rispettare gli stessi standard e criteri di accreditamento.

Gli accordi MLA sono fondamentali per:

  • Facilitare il commercio internazionale: Le aziende certificate in un Paese possono operare all’estero senza dover ottenere ulteriori certificazioni.
  • Ridurre i costi: Evitano duplicazioni di audit e controlli.
  • Aumentare la fiducia: I clienti e le autorità estere riconoscono automaticamente la validità di una certificazione.

Ma che differenza c’è tra un Ente di Accreditamento ed uno di Certificazione?

So che te lo stavi chiedendo ed ecco la risposta.

Volendo immaginare una piramide gerarchica dei soggetti coinvolti, in cima, nell’Olimpo delle certificazioni abbiamo la ISO che è l’organizzazione Internazionale per la standardizzazione, l’organizzazione che in pratica scrive le norme. In seconda gli Enti di Accreditamento, ogni paese ha il suo di riferimento, in Italia Accredia per esempio, che si occupa di accreditare gli Enti di Certificazione e verificare che rispettino nel tempo i requisiti di conformità (ISO/IEC 17021) per gli standard e i settori per i quali si accreditano. Ed infine gli Enti di Certificazione che valutano le aziende verificano la loro conformità rispetto alle norme per quali intendono certificarsi e rilasciano il certificato.

Quindi un Ente di certificazione può avere anche più di un accreditamento, esempio alcuni certificati accreditati con Accredia ed altri con Ukas ecc..

Qualunque sia il paese di accreditamento, l’Ente di accreditamento esegue periodicamente una verifica a campione sull’Ente di Certificazione.

Se il certificato ha un accreditamento Accredia significa solo che quell’Ente riceve controlli a campione da Accredia. Altri enti li ricevono in egual modo e misura dagli Organismi territorialmente competenti con i quali sono accreditati. 

Quindi venendo alla fatidica domanda

Un certificato Accredia ha più valore di un altro?

La risposta è no!

Altrimenti non avrebbero senso di esistere questi accordi sottoscritti a livello internazionale.

Volendo schematizzare le differenze potremo dire che:

  1. Un certificato emesso da un organismo accreditato da Accredia ha un riconoscimento immediato e diretto sul territorio italiano.
  2. Le aziende italiane tendono a preferire certificati rilasciati sotto Accredia, ritenendoli più affidabili o familiari.
  3. I certificati esteri firmatari MLA possono essere percepiti come meno familiari, ma legalmente hanno lo stesso valore.
  4. In alcuni casi, un ente straniero può offrire costi più competitivi o tempi di rilascio più rapidi.
  5. Alcuni enti esteri firmatari MLA possono essere specializzati in settori particolari o offrire servizi più avanzati rispetto a quelli italiani.

Fonti: https://www.accredia.it/chi-siamo/ruolo-internazionale/

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KPI key performance indicator with idea lamp target

“KPI: I Numeri che Contano (e Che Raccontano!) – La Bussola per Decisioni Vincenti”

I dati sono fondamentali per le decisioni strategiche di una società per una serie di motivi chiave. Ecco alcuni aspetti cruciali che evidenziano l’importanza dei dati:

1. Decisioni Basate su Evidenze

  • Oggettività: I dati forniscono una base oggettiva per prendere decisioni, riducendo l’influenza di bias personali e intuizioni soggettive.
  • Conferma delle Ipotesi: Utilizzando i dati, le aziende possono confermare o confutare ipotesi strategiche, assicurandosi di agire su informazioni verificate.

2. Identificazione di Trend e Opportunità

  • Analisi delle Tendenze: I dati consentono alle aziende di individuare trend emergenti nel mercato, nei comportamenti dei consumatori e nelle operazioni interne, permettendo di anticipare i cambiamenti.
  • Scoperta di Opportunità: Attraverso l’analisi dei dati, è possibile identificare nuove opportunità di mercato, miglioramenti operativi e innovazioni.

3. Gestione del Rischio

  • Previsione dei Rischi: I dati storici possono essere utilizzati per prevedere potenziali rischi e crisi, permettendo all’azienda di prepararsi in anticipo.
  • Mitigazione del Rischio: I dati aiutano a monitorare i rischi in tempo reale, consentendo azioni correttive rapide per minimizzare gli impatti negativi.

4. Ottimizzazione delle Risorse

  • Efficienza Operativa: I dati permettono di analizzare e ottimizzare l’uso delle risorse aziendali, come il tempo, il denaro e il personale, aumentando l’efficienza e riducendo gli sprechi.
  • Allocazione delle Risorse: Consentono una migliore allocazione delle risorse, assicurando che siano impiegate dove possono generare il massimo valore.

5. Personalizzazione e Miglioramento dell’Esperienza del Cliente

  • Conoscenza del Cliente: I dati permettono di comprendere meglio le esigenze e le preferenze dei clienti, consentendo la personalizzazione di prodotti e servizi.
  • Fidelizzazione del Cliente: Migliorando l’esperienza del cliente attraverso l’uso dei dati, le aziende possono aumentare la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti.

6. Monitoraggio delle Performance

  • Misurazione dei KPI: I dati sono essenziali per monitorare i Key Performance Indicators (KPI), che sono fondamentali per valutare l’efficacia delle strategie implementate.
  • Correzione delle Strategie: Consentono di analizzare le performance in tempo reale, permettendo di apportare modifiche alle strategie in base ai risultati ottenuti.

7. Innovazione e Sviluppo di Nuovi Prodotti

  • Feedback Continuo: I dati forniscono feedback continuo su come i prodotti e i servizi sono percepiti sul mercato, guidando l’innovazione e lo sviluppo di nuove offerte.
  • Sperimentazione: Le aziende possono utilizzare i dati per sperimentare nuove idee in modo controllato, valutando l’efficacia di diverse strategie prima di implementarle su larga scala.

8. Concorrenza e Posizionamento di Mercato

  • Analisi Competitiva: I dati aiutano a monitorare la concorrenza, comprendere le loro strategie e identificare le aree in cui l’azienda può ottenere un vantaggio competitivo.
  • Posizionamento Strategico: Consentono all’azienda di adattare la propria strategia di posizionamento per rispondere in modo efficace alle dinamiche di mercato.

9. Supporto alla Crescita Sostenibile

  • Previsione della Crescita: I dati aiutano a prevedere la crescita futura dell’azienda, pianificando in modo più accurato investimenti e strategie a lungo termine.
  • Sostenibilità: Permettono di monitorare l’impatto delle operazioni aziendali sull’ambiente e sulla società, supportando una crescita sostenibile e responsabile.

10. Compliance e Regolamentazione

  • Conformità Normativa: I dati sono essenziali per garantire che l’azienda rispetti tutte le normative e i requisiti legali, riducendo il rischio di sanzioni.
  • Tracciabilità: La gestione accurata dei dati consente di tracciare tutte le operazioni e transazioni, facilitando la conformità e le audit.

In sintesi, i dati sono il cuore pulsante delle decisioni strategiche di una società. Forniscono le informazioni necessarie per prendere decisioni informate, anticipare i cambiamenti, ottimizzare le risorse e guidare l’azienda verso il successo a lungo termine.

L’importazione di Key Performance Indicators (KPI) in un sistema o in un dashboard richiede un approccio metodico per garantire che i dati siano accurati e utili per le decisioni aziendali. Ecco alcuni consigli pratici su come gestire l’importazione dei KPI:

1. Definisci chiaramente i KPI

  • Identifica gli obiettivi aziendali: Prima di importare i KPI, assicurati che siano strettamente legati agli obiettivi strategici dell’azienda.
  • Specificità: I KPI devono essere specifici, misurabili, e rilevanti. Definisci esattamente cosa misurerai e come.

2. Verifica la qualità dei dati

  • Pulizia dei dati: Assicurati che i dati siano privi di errori, duplicazioni o valori mancanti.
  • Fonti affidabili: Importa i dati solo da fonti di fiducia e assicurati che siano aggiornati.

3. Mappatura dei dati

  • Compatibilità: Verifica che i formati dei dati siano compatibili con il sistema di destinazione. Potrebbe essere necessario convertire i dati in un formato leggibile.
  • Allineamento: Mappa correttamente le metriche e le dimensioni ai KPI previsti nel sistema di destinazione.

4. Utilizza strumenti di ETL (Extract, Transform, Load)

  • Automazione: Usa strumenti di ETL per automatizzare il processo di importazione, riducendo al minimo il rischio di errore umano.
  • Trasformazione dei dati: Se necessario, trasforma i dati durante l’importazione per garantire coerenza e formattazione corretta.

5. Test e validazione

  • Prova su un subset: Importa inizialmente un piccolo campione di dati per verificare che tutto funzioni come previsto.
  • Controlli di qualità: Confronta i dati importati con i dati originali per assicurarti che non ci siano discrepanze.

6. Documentazione

  • Traccia delle modifiche: Documenta il processo di importazione, compresi i passaggi seguiti e gli strumenti utilizzati.
  • Crea un manuale operativo: Se l’importazione è ricorrente, crea un manuale operativo per standardizzare il processo.

7. Monitoraggio continuo

  • Revisione periodica: Rivedi regolarmente i KPI per assicurarti che continuino a riflettere correttamente la performance aziendale.
  • Alert e notifiche: Configura alert automatici per essere avvisato in caso di anomalie o variazioni significative nei KPI.

8. Integrazione con altri sistemi

  • API e connessioni dirette: Considera l’integrazione diretta tramite API per sincronizzare i dati in tempo reale tra sistemi diversi.
  • Sicurezza dei dati: Assicurati che i dati siano protetti durante l’importazione, soprattutto se coinvolgono informazioni sensibili.

9. Formazione

  • Addestra il team: Assicura che il team responsabile dell’importazione dei KPI sia ben formato sull’uso degli strumenti e delle tecniche di importazione.

10. Aggiornamento regolare

  • Aggiornamenti periodici: Pianifica aggiornamenti regolari dei KPI per riflettere i cambiamenti nelle priorità aziendali o nelle condizioni di mercato.

Seguendo questi passaggi, sarai in grado di importare i KPI in modo efficiente e con la massima precisione, contribuendo a un monitoraggio efficace della performance aziendale.

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ISO 37001 DIVENTA TRASPARENTE

Pubblicata nel 2016, la ISO 37001 fornisce una serie di requisiti e linee guida per implementare un sistema di gestione anticorruzione all’interno di qualsiasi organizzazione, pubblica o privata.

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